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Le Spiagge più belle del Salento

Il Salento inteso come Puglia, grazie alla sua splendida posizione geografica ha molti km di costa molto varia e quindi accontenta generalmente tutti i gusti. Partendo da Santa Maria di Leuca, il luogo di riferimento è Punta Ristola l'estrema punta del tacco d'Italia, e spostandosi lungo il versante ionico la costa è prevalentemente bassa, la vista si apre ad un orizzonte ampio sia se si gruarda il mare sia se si guarda l'entroterra; lunghe e belle distese di sabbia bianca sono la nota prevalente di questo versante del Salento che vanta le spiagge più belle: Torre Vado, Pescoluse, Torre Mozza, Lido Marini, Marina di Mancaversa, Punta Pizzo a Gallipoli, Porto Selvaggio che vanta una spiaggia stupenda chiusa in una caletta all'interno della riserva naturale, per finire con Sant'Isidoro e Porto Cesareo.
Il versante che invece va da Punta Ristola (nele cui vicinanze troviamo LE TRE PORTE una delle grotte visibili dal mare e dall'alto della costa tra le più belle) verso Otranto vanta una costa alta e frastagliata che offre viste mozzafiato e splendidi scenari in una natura incontaminata.
Qui a Santa Maria di leuca troviamo le altre grotte visitabili via mare, successivamente per gli amanti dei tuffi Il PONTE DEL CIOLO offre un'esperienza non indifferente. La Grotta Zinzulusa e Castro Marina sono mete irrinunciabili per chi viene nel Salento.
Successivamente troviamo la bella caletta di Porto Badisco una tra le spiagge di puglia che racchiude il patrimonio della Grotta dei Cervi, per arrivare ad Otranto. Inoltre ti consigliamo per le tue vacanze di affittare un Appartamento nel Salento per poter avere la massima libertà per visitare il nostro territorio.
Tra le tante sensazioni che si provano quando si arriva in Salento, per la prima volta, forse quella che colpisce di più è dovuta all’unicità di questa affascinante zona della Puglia. Il Salento è stato per millenni al centro della storia e dei commerci del Mediterraneo: un mondo a parte, splendido e peculiare, caratteristiche che oggi si ritrovano ancora in alcune spiagge.
Tra le spiagge della Costa Adriatica sono senza dubbio da tenere in considerazione le acque cristalline di Castro Marina, quelle ricche di flora e fauna degli Alimini, quelle circondate da costoni rocciosi del Ciolo, quelle con la sabbia fine e dorata di Torre dell'Orso.
Le acque cristalline del Mar Adriatico lambiscono le coste intorno alla splendida spiaggia di Castro Marina,


che si rompono in una quantità impressionante di scogli e rocce a strapiombo, così affascinanti da togliere il fiato. Piccolissime calette si alternano a scogliere levigate dal vento e dalle onde dove il mare assume tutte le tonalità del verde e del blu, e lascia il posto a dune di sabbia dorata su cui fioriscono il giglio selvatico e il cisto. Le aree più apprezzate, oltre alla celeberrima spiaggetta di sabbia, sono quelle delle grotte dove poter fare il bagno, come nella Grotta della Zinzulusa caratterizzata da oltre 7 metri di fondale.   
La Grotta della Zinzulusa è una delle meraviglie naturali più conosciute del Salento e la principale attrattiva di Castro, sia per la posizione e sia perché rappresenta una delle più interessanti manifestazioni del fenomeno carsico in tutto il territorio salentino, vistata ogni anno d oltre 100mila curiosi e appassionati. La Zinzulusa, grazie alle sue particolarità, è l’unica grotta italiana annoverata nel 199 tra i primi 10 sistemi carsici mondiali a rischio e meritevoli di tutela dal KWI, un istituto statunitense.

 

Il nome Zinzulusa deriva dalla presenza, al suo interno, di stalattiti e stalagmiti simili a stracci, che in dialetto salentino vengono definiti “zinzuli”.
La grotta, aperta al pubblico nel 1975, si articola in diverse parti. L’itinerario turistico è lungo circa 150 metri.
All’ingresso l’ambiente è ricco di stalattiti e stalagmiti e l’acqua è limpidissima e dolce. Una volta superata la parte iniziale si entra nel Corridoio delle Meraviglie, un cunicolo con rocce dalle forme stranissime. Proseguendo, poi, si incontra una strana roccia, il Pulpito di pietre, nome che deriva dalla forma che ricorda il pulpito delle chiese.
. Proseguendo, poi, si può osservare la roccia che ricorda la Torre di Pisa.
L’ultima parte ben visibile della grotta, e quella più alta, è la cavità del Duomo. Qui il fenomeno erosivo pare risalire al periodo Cretacico. La parte finale della Zinzulusa, detta Cocito, si caratterizza per una particolare stratificazione delle acque, salmastre e calde quelle più basse, dolci e fredde quelle più alte.
Nella Zinzulusa sono stati ritrovati numerosi resti di specie animali, ma anche materiali storici di alto valore, come gli 11 vasi oggi custoditi nel museo di Maglie.
Nelle vicinanze è possibile ammirare anche la Grotta Romanelli e la stupenda litoranea che collega Otranto a Santa Maria di Leuca.

Un manto verde e fitto di pineta costiera circonda la spiaggia degli Alimini, a 5 Km a Nord di Otranto: a ridosso dei laghetti di Alimini, questa spiaggia orlata da dune sabbiose intervallate da macchia mediterranea, fiorisce in primavera e vive durante l'intera estate. La spiaggia libera è interrotta da brevi tratti di costa concessi a privati, ben attrezzata e dotata di tutti i comfort.
Il mare che costeggia la spiaggia degli Alimini, degrada dolcemente ed è tra i più puliti d’Italia, le acque sono discretamente ricche di fauna, i fondali sono ben conservati e meta di subacquei e naturalisti; dopo anni tra le calette e le grotte marine è stata nuovamente avvistata l’agile foca monaca, il favoloso “bue marino” che, un tempo ampiamente diffuso, ha dato nome a grotte e insenature. Successivamente si incontrano le vertiginose scogliere apicco sul mare, che ospitano decine di specie di uccelli nidificanti e di rapaci come il falco pellegrino. Un vecchio cargo di 30 metri arenatosi negli anni ‘70 a pochi metri dalla battigia, è divenuto dimora di uccelli marini: spuntano in superfice una parte della prua ed una della poppa e in molti fanno fare snorkel sulla nave.
La spiaggia del Ciolo (cioè della gazza ladra) sulla costa Adriatica, è una suggestiva spiaggetta rocciosa sovrastata da un ponte che svetta tra i costoni , meta continua di turisti. Circondata da alte rocce bianche ricoperte dal verdeggiare della macchia mediterranea, è un affascinante canale scavato nel corso dei millenni dalle acque meteoritiche: si presta per tuffi spettacolari e nasconde splendide grotte naturali in cui trovano rifugio le gazze ladre.  La spiaggia prende il nome dalla omonima grotta, la Grotta del Ciolo lunga 100 metri, contenente una sorgente d'acqua dolce, ed alla quale si può accedere solo dal mare, oggi spesso rifugio di tartarughe marine.


Sul lungomare di Santa Maria di Leuca, splendida località posta all’estremità meridionale del Salento, potrete ammirare delle vere meraviglie: si tratta delle ville ottocentesche, ognuna unica nel suo genere. Costruite per la maggior parte nella seconda metà dell’Ottocento, queste lussuose abitazioni testimoniano che questa città era scelta come luogo di villeggiatura delle più ricche famiglie del Salento, attirate dalla bellezza della costa.
Attorno al paese sono così sorte imponenti ville, ognuna con il suo stile architettonico: alcune rigorose, altre stravaganti. I progettisti, nel decorare questa abitazioni, si sono cimentati nel neogotico e nel neomoresco, nel neoclassico e nel neopompeiano, nel neoionico e, addirittura, anche nel “cinese”.
Tutte le ville sono accomunate dalla presenza di alcuni elementi fissi: un parco nella parte anteriore, un giardino utilizzato per la coltivazione di ortaggi e frutti nella parte posteriore, una cappella privata con l’immagine della Madonna, un pozzo per l’acqua potabile, una stalla e una rimessa. Gli interni, poi, sono decorati con affreschi, mosaici, mobili di lusso e suppellettili.
Particolarità unica, poi, sono le cosiddette “bagnarole”: si tratta di piccoli ambienti costruiti sulla scogliera, con all’interno una vasca ricavata nella roccia e riempita d’acqua. Queste costruzioni erano utilizzate dalle dame per fare il bagno senza farsi vedere. Alcune di esse sono ancora in piedi e si possono ammirare dal lungomare.
Tra le ville meglio conservate sono da citare e da vedere:
- Villa Meridiana, con facciata in stile art decò – eclettico, l’orologio solare da cui prende il nome e una piccola lanterna a pianta esagonale che permette di osservare il panorama;
- Villa Episcopo, di gusto orientale, con i tetti che richiamano le pagode cinesi;
- Villa Daniele-Romasi, in stile moresco, denominata “La nave” per la sua ampiezza e la sua forma caratteristica;
- Villa Maruccia, dallo strano gotico misto a richiami in stile egizio;
- Villa Fuortes, più sobria e di gusto classicheggiante.
Ogni anno a Leuca si svolge l’evento “Ville in festa”, durante il quale queste dimore aprono i propri cancelli al pubblico e ospitano spettacoli e performance di vario tipo.

La spiaggia di Torre dell'Orso permette di godere di sabbia fine, bianca a tratti di color argento e circondata da un mare verde smeraldo grazie al fatto che la zona è fortemente battuta dalle correnti sottomarine. Orlata da ombrose pinete, durante l’estate è piena di turisti che si riversano sulle distese di sabbia soffice e bianca, accarezzata dall’Adriatico e punteggiata di ombrelloni messi a disposizione dai moderni stabilimenti. I servizi garantiti dalle strutture turistiche regalano a tutti un soggiorno disteso e rigenerante, un’occasione per incontrare la gente ospitale e affascinante del Salento, per conoscere una gastronomia ricca e varia; per scegliere tra i vari prodotti di un artigianato in grande rinascita; infine per ammirare il paesaggio della spiaggia, destinato a rimanere per sempre negli occhi e nel cuore. In questa zona del Salento ci sono anche i più interessanti siti archeologici della regione, con ipogei, cripte e resti di strutture di varie epoche a partire dall'età del Bronzo.
Tra le spiagge della Costa Ionica, si annoverano quelle incontaminate di Porto Cesareo, quelle della riserva naturale di Porto Selvaggio, i 7 Km di costa sabbiosa di Torre San Giovanni, le sabbie caraibiche di Pescoluse, i bassi sistemi dunali di Gallipoli, la fauna tropicale di Sant'Isidoro.

Porto Cesareo è una località del Salento caratterizzata da spiagge con coste bagnate da un mare limpido con colori che vanno da un azzurro intenso ad un verde smeraldo: esse fanno di Porto Cesareo una delle località turistiche più rinomate dell'intera Puglia e ci si riferisce anche alle sue località balneari di Torre Lapillo e Punta Prosciutto. A Porto Cesareo, dove la natura è ancora incontaminata, le coste alternano promontori alti e rocciosi tipici della spiaggia di Porto Cesareo, con i litorali bassi e sabbiosi immediatamente a nord, racchiusi in una splendida baia di sabbia banca e caratteristiche dune sabbiose alte fino a 8 metri; qui si troveranno: la Spiaggia delle Dune, le Calette di Torre Chianca e la Baia di Torre Lapillo.

Porto Selvaggio è una delle più singolari spiagge del Salento: dopo il crescere del cemento degli scorsi decenni, sono nate riserve naturali, oltre a parchi marini e parchi nazionali in Salento: Porto Selvaggio ha una spiaggia meravigliosa, chiusa in una caletta all'interno della riserva naturale. Chi ha già conosciuto questa spiaggia, si è reso conto che in Salento ci sono ancora alcuni degli angoli naturali più selvaggi d’Europa, tra un rigoglioso bosco di pini e di vegetazione della macchia mediterranea, e con litorale che ha ricevuto il riconoscimento delle 5 vele per le sue acque limpide. Qui si cerca di coniugare al meglio turismo e ambiente. La Palude del Capitano, un’area paludosa vicino alla spiaggia, offre il meglio di sé in primavera quando viene raggiunto dalla variopinta fauna di folaghe, aironi e gabbiani, che quasi sempre si trattiene fino al mese di agosto, aprendo ai visitatori uno scenario selvaggio e caratteristico. 

Nato a piccoli passi, poi trasformatosi in una corsa senza limiti, lo sviluppo turistico della spiaggia di Torre San Giovanni marina di Ugento, ha avuto molti pregi. Ha fatto conoscere questa spiaggia incontaminata del Salento a tutto il mondo, ha aperto le porte del Salento verso l’esterno, ha fatto parlare di ambiente e ha valorizzato la cultura e la storia. La spiaggia, riparata dai venti di Maestrale e Levante, presenta ben 7 chilometri di costa sabbiosa con dune basse; lo stabilimento Coco Loco offre ai turisti ogni comodità, oltre ad aperitivi, rinfresco, bibite e buona musica; si trova ai piedi della singolare torre a scacchi, che caratterizza questo litorale. Nell'entroterra, vistando le tracce lasciate dai Messapi e cittadine come Ugento, Specchia, le Serre Salentine, si troverà la campagna con secolari ginepri, piante di lentisco, cespugli di cisto e pini mediterranei, che fanno da corona alla bella spiaggia di Torre San Giovanni.
Pescoluse, è una spiaggia del Salento, libera o attrezzata, caratteristica per le sue sabbie bianche e fini, per le dune di sabbia e la presenza della macchia mediterranea e dei gigli bianchi, che emanano un profumo intensissimo, oltre all'alternarsi di canneti e acacie. Negli ultimi decenni, queste spiagge hanno subito un incremento esponenziale che le ha condotte più volte, ad acquisire la “bandiera blu”, un riconoscimento assegnato alle località che spiccano per la qualità delle acque, le strutture turistiche e i servizi offerti. Pescoluse è una delle località balneari della riviera salentina che grazie alle sue spiagge,  più di altre, offre al turista il giusto mix di relax, divertimento e svago, e rappresenta una meta ideale sia per le famiglie che per i giovani.  A Pescoluse, si troveranno oltre 4 chilometri di spiaggia finissima le cui sabbie dorate sono abbracciate da un lato dalle calde e poco profonde acque dello Ionio (qui prive di scogliere), dall’altro dagli stabilimenti balneari dotati di ogni genere di servizio, dal banale lettino alla possibilità di rimanere in forma grazie alle palestre sulla sabbia, al noleggio del pedalò. I più piccoli potranno giocare nelle aree a loro dedicate. Pescoluse Si trova proprio accanto alla bellissima Torre Vado da con le sue spendide sorgenti di acqua sul mare.

Molto rinomate a Gallipoli sono due affascinanti spiagge: quella di Baia Verde e quelle di baia del Pizzo, entrambe a sud della cittadina. La Spiaggia Baia Verde è caratterizzata da soffice sabbia chiara, orlata da bassi sistemi dunali; le Spiagge di Baia del Pizzo sono ubicate in una baia frastagliata caratterizzata da tratti sabbiosi alternati a tratti di basse scogliere tufacee. In entrambe, gli stabilimenti balneari offrono rilassanti giornate in spiaggia, tra beach-tennis e bella musica; e alla sera, negli stabilimenti balneari, i più noti disc-jockey della riviera salentina allieteranno le vacanze sulla spiaggia, oltre a spettacoli di fuochi d’artificio e sagre gastronomiche. Inoltre a Gallipoli numerosi popoli hanno lasciato le tracce architettoniche e culturali che fanno la ricchezza del Salento d’arte: chiese e ipogei, statue e affreschi che oggi rappresentano, insieme alle belle spiagge, una delle grandi attrattive della zona. 

La spiaggia di Sant'Isidoro, all'intero del Parco Naturale Marino di Porto Cesareo,  crea una semiluna che si estende per circa un chilometro nel comune di Nardò; è attrezzata per regalare ai turisti tutti i moderni comfort, e sovrastata dalla suggestiva torre costiera omonima: soggiornare su questa spiaggia è come fare un viaggio appassionante, dalla bellezza estrosa dell’uomo alla meraviglia impareggiabile della natura; dalla cultura ricca di una civiltà antica, ai divertimenti imbattibili di una giovane riviera. La sabbia bianca e soffice,  della spiaggia di sant’Isidoro, le dune sabbiose le acque limpide fanno da contorno a fondali abitati da diverse specie di flora e fauna tropicale, come la spugna Geodia. Di fronte la spiaggia alcuni isolotti spuntano dal mare a pochi metri dall'arenile,  come l’isolotto di Sant’Isidoro, raggiungibile a nuoto, che attutisce il moto ondoso facendo di questo tratto di mare una zona sempre calma e pulita.
A poche centinaia di metri dalla marina di Torre Vado improvvisamente si pare davanti a voi Pescoluse. Una spiaggia enorme, la più grande per estensione di tutta la costa pugliese, dove a vista d'occhio non si vede altro che la lunga distesa di sabbia, finissima e dorata. Alle spalle della spiaggia una lunghissima schiera di dune di sabbia movimenta il paesaggio, dolcemente decorate dagli arbusti verdi e profumati della macchia mediterranea.
E' un vero e proprio paradiso, tanto che la spiaggia ha meritatamente conquistato l'appellativo di  “Maldive del Salento”. E ciò grazie alla bellezza sia delle spiagge che del mare, limpido e pulito, che davvero non ha nulla da invidiare alle esclusive e lontane spiagge dei tropici.
Chi ama le comodità troverà degli ampi tratti di spiaggia attrezzata e stabilimenti balneari dotati di tutti i comfort per la vita da spiaggia, compresi lettini, sdraio ed ombrelloni, nonchè diverse proposte

interessanti per chi, anche in vacanza vuole mantenersi in forma, corsi di vela, di windsurf, e, per chi ama immergersi, escursioni organizzate verso le località che presentano i fondali più affascinanti e ricchi di fauna marina.
Per una pausa ristoratrice si può ricorrere ai bar ed ai piccoli ristoranti che offrono buoni spuntini e, per chi lo desidera, veri e propri pranzi.
Chi invece preferisce la solitudine, la calma ed il relax troverà a Pescoluse ciò che sta cercando: le spiagge sono così lunghe ed ampie che basta allontanarsi leggermente dalle aree più affollate per trovare tratti di spiaggia incontaminata.
Tra le località dove soggiornare vicino alla bella spiaggia di Pescoluse si può scegliere tra diverse proposte  interessanti, a Torre Vado per esempio, che presenta anche una bella marina ed un porticciolo per le imbarcazioni da diporto e per i pescherecci, oppure Torre Pali, anch'essa poco distante.
Per chi è disposto a fare qualche chilometro in più anche Santa Maria di Leuca è un'ottima soluzione sia per pernottare sia per ammirare un tratto splendido di paesaggio costiero in Salento.

Gallipoli, la città bella del Salento, è caratterizzata da un litorale basso e prevalentemente sabbioso che si chiude a Sud con Punta Pizzo ed a Nord con Lido S. Giovanni che racchiude una splendida baia con un arenile sicuramente tra i più belli del Salento, la Punta della Suina. Particolare interesse naturalistico suscita questa zona all'interno del Parco di Punta Pizzo, caratterizzato da ampie distese di macchia mediterranea alternati con grandi pinete di pini d'aleppo.
Dalla parte opposta, verso Nord di Gallipoli dopo il centro abitato, a pochi minuti troviamo la bella spiaggia di Lido Conchiglie.Il piccolo lido sabbioso, il primo ad essere frequentato dai residenti Gallipolini nel secolo scorso, IL SENO DELLA PURITA', è molto particolare perchè prorpio di fronte all'isola di Sant'Andrea, l'isolotto che emerge a poca distanza da Gallipoli e su cui sorge il FARO DI SANT'ANDREA.

PUNTA DELLA SUINA:  I CARAIBI DELLO JONIO
Percorrendo la strada che da Mancaversa(Marina di Taviano) porta a Gallipoli, poco prima della spiaggia di Baia Verde un cartello che vi indicherà come raggiungere una delle più belle spiagge del Salento. Stiamo parlando di Punta della Suina, località che prende il nome da una sporgenza del litorale che si protende verso il mare e arriva quasi a toccare l’isolotto che, basso, si erge di fronte alla costa.
La costa di Punta della Suina, che si affaccia su un mare cristallino ed è preceduta da una vasta pineta, è uno dei principali polmoni verdi del Salento e, nella stagione estiva, diventa una ricercata località turistica. La sua bellezza gli è valsa l’appellativo di “Caraibi dello Ionio”.
Per raggiungere il mare bisogna attraversare a piedi la fitta pineta. Dopo un po’ di cammino vi apparirà, con sorprendente meraviglia, lo splendore delle acque, con le sfumature smeraldo e turchese che risaltano sulle insenature di sabbia… è uno scenario mozzafiato, da non perdere! Il mare trasparente risalta su un fondale chiaro e bassissimo, che dà quasi l’idea di una piscina naturale. Una delle caratteristiche più accattivanti di questo posto è la forma delle sue insenature, piccole ed articolate.
Qui potrete trovare una spiaggia attrezzata con lettini ed ombrelloni. Spostandosi di poco, poi, è possibile usufruire anche di un tratto di spiaggia libera. Se poi volete godere di un tramonto indimenticabile sullo Ionio, Punta della Suina è il luogo adatto. Dalla piccola terrazza naturale posta di fronte alla spiaggia si può ammirare il romantico crepuscolo affacciati sul mare che si carica del rosso del sole.
Non si può visitare il Salento e lasciarsi sfuggire questa meraviglia. Se decidete di concedervi una vacanza al mare, dunque, e non volete fare a meno di acque cristalline e natura incontaminata, Punta della Suina è il luogo ideale. Da qui sarà facile spostarvi alla scoperta di Gallipoli e delle altre meraviglie dell’entroterra e della costa del Salento.

Chi dovesse trascorrere le proprie vacanze nel Salento nella seconda metà di luglio non dovrà assolutamente mancare ad uno degli appuntamenti più attesi clou dell'estate: la festa di Santa Cristina, co-patrona di Gallipoli insieme a Sant’Agata. La città prepara per la sua Santa quattro giorni di festa, dal 23 al 26 luglio.
La devozione della città ionica per la Santa ha origini antiche. La leggenda narra che nel 1867 Cristina debellò la peste che aveva attaccato il paese. Per questo gli abitanti ogni anno rendono omaggio a questa figura con riti civili e religiosi. Le strade principali di Gallipoli vengono addobbate con ricche luminarie ed ospitano bancarelle ed eventi che richiamano migliaia di turisti e di residenti nei paesi limitrofi.
Tante sono le manifestazioni che si svolgono nei quattro giorni di festa. Tra le altre manifestazioni importanti c’è, per esempio, l’ormai tradizionale “cuccagna”; ma non mancano concerti, spettacoli all’aperto, esibizioni bandistiche, ecc.. L’inizio della festa viene annunciato, come vuole la tradizione, con lo sparo dei fuochi pirotecnici alle prime ore dell’alba del 23 luglio. Nel tardo pomeriggio, poi, si svolge la suggestiva processione in mare: la statua di Santa Cristina viene imbarcata a bordo di un peschereccio e trasportata per la benedizione delle acque del porto. Viene poi riportata a terra e accompagnata solennemente per le strade della città.
Caratteristiche le bancarelle di prodotti tipici della tradizione salentina, tra cui non può mancare la “scapece”, pietanza a base di pesce fritto, sistemato in barilotti di legno e alternato a strati di pane bianco aromatizzato con aceto bianco e zafferano.
Una festa che porta agli occhi dei tanti turisti le vere tradizioni del Salento, fatte di riti genuini, devozioni popolari e testimonianze storiche.
Sicuramente un’occasione da non perdere per vivere intensamente la città di Gallipoli che negli anni ha conquistato e continua ad affascinare migliaia di visitatori.

Ugento è la cittadina della quale fanno parte Lido Marini, Torre Mozza, Torre San Giovanni per un totale di circa 8km di costa prevalentemente bassa e sabbiosa che si affaccia sullo splendido Mare Ionio.
Da Lecce dista circa 60 km, da Gallipoli circa 25 e da Leuca 25 km. Si trova ad un'altezza di 108 metri sul livello del mare; la zona costiera comprende tutto un territorio anticamente paludoso e che oggi è stato interamente bonificato con la realizzazione di alcunu grandi bacini

La costa di Otranto si presenta a tratti alta caratterizzata da alti dirupi rocciosi di natura carsica. La costa a sud di Otranto sino alla cala di Porto Badisco si presenta alta con scogliere a picco sul mare e suggestive insenature, con scenari mozzafiato, ideale per gli amanti dell'avventura
E' in questo tratto che ci si imbatte nella zona Cave dove è possibile visitare la grotta preistorica della Palombara. Nello splendido scenario tra terra mare e cielo si erge la torre del Serpe o Torre dell'idro, simbolo della Città di Otranto e più in lontananza sempre verso sud si può intravedere la torre cinquecentesca dell'ORTE nella omonima baia che si raggiunge facilmente a piedi arrivando alla piccola spiaggia di PORTO GRANDE e dove è possibile effettuare immersioni e visitare delle grotte.
Sempre procedendo verso sud si incontra il famoso faro della PALASCIA il più ad oriente d'Italia e tra calette e dirupi si arriva alla spiaggetta di Porto Badisco dove secondo la leggenda sbarcò Enea. Qui la spiaggia bianca ed il mare cristallino racchiudono uno dei tesori preistorici più importanti d'Europa, purtroppo non visitabile, LA GROTTA DEI CERVI
Superato otranto, verso nord, invece la costa si presenta quasi sempre bassa e sabbiosa: particolarmente interessante la zona costiera dei due bacini I LAGHI ALIMINI, patrimonio naturalistico del Salento. Alimini grande è un bacino di acqua salmastra alimentato dall'altro bacino, Fontanelle, che invece è di acqua dolce.
Tra i lidi più belli di Otranto nord ricordiamo la spiaggia sabbiosa di Porto CRAULO, la zona di Conca Specchiulla ricca di strutture ricettive, la Spiaggia di San Giorgio e la Grotta del Macaru.
Otranto, splendida città sulla costa adriatica del Salento, è conosciuta per il suo suggestivo borgo antico. La struttura urbanistica della cittadina, infatti, è originale: si costituisce di un intreccio di stradine, un labirinto di vicoli, improvvise svolte e strade cieche.
Il varco di ingresso al centro è “Porta Terra”, che si trova lungo il bastione risalente all’epoca napoleonica. Una volta entrati nel centro, ci si trova in una piazza triangolare, risalente alla seconda metà del Cinquecento.
Più avanti, poi, si incontra “Porta Alfonsina”, costruita nel 1481 e dedicata ad Alfonso d’Aragona, liberatore della città dall’assedio turco. “Porta a mare”, poi, attraverso una scalinata in legno conduce al porto.
Percorrendo la rete di strade del centro storico si possono ammirare costruzioni antiche, risalenti a diverse epoche. Nel cuore del borgo c’è la basilica di S. Pietro e, nella parte più alta, ci sono la Cattedrale e il Seminario. Il Castello Aragonese, invece, è situato in direzione del mare ed è circondato da un immenso fossato.
Non mancano, nel centro di Otranto, i tanti locali di cucina tipica, ristoranti e pizzerie. Molto belli sono quelli che dal Bastione dei Pelasgi si affacciano sul porto: da qui si ammira il panorama stupendo delle barche ormeggiate nel porto.
Passeggiando ci si può soffermare lungo le stradine, piene di negozi di prodotti tipici e di oggetti dell’artigianato locale: troverete tante occasioni per acquistare un pensiero da portare a casa o un souvenir da regalare.
Questo singolare centro storico nella stagione estiva è pieno di vita sino alle prime luci dell’alba; le mura, i vicoli e i palazzi, infatti, affascinano tutti  i visitatori e, di notte, si rivestono di un’atmosfera particolarissima.
Da visitare, a pochi chilometri da Otranto, andando verso sud, è il faro di Punta Palascìa, che segna l’incontro tra il mar Jonio e l’Adriatico ed è il punto più ad est d’Italia, e l’incantevole litoranea che porta sino a Santa Maria di Leuca.

Il versante della costa del Salento che va da Torre Vado in direzione Leuca verso Otranto, offre uno spettacolo unico e suggestivo: quando la costa è bassa e rocciosa, solitamente le spiagge sono di facile accesso con ciottoli arrotondati o molto più spesso da rocce lisce e levigate dalle mareggiate.
Quando la costa è alta oltre ad offrire scenari mozzafiato, si presenta alta ed a picco sul mare che diventa di un colore verde smeraldo; è più difficoltoso l'arrivo al mare dopo aver parcheggiato l'auto nelle aree di sosta appositamente circoscritte, ma dopo pochi minuti di difficoltà si verrà ripagati dalla bellezza di questi tratti di mare dove è possibile anche farsi le nuotate all'interno di grotte stupende (le tre porte) o per i più coraggiosi azzardare tuffi da diverse altezze.
Le spiagge di scogli più belle sono: Torre Vado (Morciano di Leuca), costa rocciosa e bassissima con la presenza di ampie pozze di acqua sorgiva (località Sorgenti) per un'immersione tonificante; San Gregorio e Felloniche (Patù) dove la costa diventa leggermente sempre più alta e suggestiva; Le TRE PORTE (Santa Maria di Leuca) suggestivo scenario per nuotate all'insegna della riscoperta di grotte, anfratti, piccole baie; Santa Maria di Leuca, con le sue famosissime grotte (DEL DIAVOLO ecc);
il CIOLO un'insenatura racchiusa tra due rocce altissime: luogo ideale per tuffi;Successivamente troviamo la spiaggia rocciosa ed alta di Marina di Novaglie, Tricase Porto, Castro Marina (con la famossisima grotta Zinzulusa), Santa Cesarea TERME (centro turistico e termale); Porto Badisco ed Otranto che vanta una costa alta e particolarmente luminosa ed a picco sul mare con splendide calette di spiagge bianche ed il mare cristallino.

A Torre dell'Orso il mare è particolarmente limpido e pulito, grazie alla sua posizione geografica a ridosso del Canale di Otranto, una zona fortemente battuta dalle correnti sottomarine che con la loro incessante azione tengono pulito il mare.


Il litorale, come sempre accade sulle coste del Salento è dominato e sorvegliato da una torre cinquecentesca, che dà il nome alla località, una fortificazione eretta quando i turchi ed i saraceni infestavano con le loro scorrerie le coste pugliesi. Attualmente Torre dell'Orso è ridotta a poco più di un rudere.

Intorno una bella serie di spiagge libere ed attrezzate di grande richiamo turistico nella stagione calda, e la baia viene ulteriormente impreziosita dalla presenza di due singolari faraglioni gemelli, chiamati Scogli delle Due Sorelle. Vuole una leggenda che questi due scogli che spuntano dal mare siano state creati dagli dei impietositi che hanno trasformato in roccia i corpi di due sorelle che, affascinate alla vista del mare che stavano contemplando rapite vi si erano infine gettate dentro annegando.

I visitatori possono trovare sia lunghi tratti si spiaggia libera che diversi stabilimenti balneari nei quali sono disponibili tutte le tipiche comodità da spiaggia, sdraio d ombrelloni compresi, e la possibilità di affittare per una giornata le attrezzature per gli sport acquatici. Tra di essi i più conosciuti sono Lido La Sorgente, Lido Orsetta e Lido Costa d'Oriente. Il windsurf conosce in questa zona molti appassionati per via dei venti che talvolta soffiano con decisione, ideali per compiere spericolate acrobazie tra le onde.

Santa Maria di Leuca si trova all'estrema punta del Salento e racchiude uno degli angoli più suggestivi di questo territorio
La costa è decisamente alta, imponente e rocciosa. Il mare nel corso dei secoli ha creato forme che sono un incanto: la parte della costa che si affaccia sullo Ionio, è di difficile accesso anche se sono presenti dei sentieri a scalinata che permettomo l'accesso quasi direttamente sul mare che è praticamente sempre profondo. Lungo il costone delle TRE PORTE, il complesso di Grotte visibile anche dalla costa, è possibile lasciare l'auto nel parcheggio sovrastante e trovare il proprio angolo da cui tuffarsi o lo scalino più basso da cui immergersi. Proseguendo sempre verso sud, la costa diventa più bassa ma sempre rocciosa all'interno dell'insenatura dove si affaccia il lugomare di Santa Maria di Leuca.

Qui un tratto di spiaggia è sabbioso e molto frequentato. Il resto del litorale che costeggia il lungomare presenta una costa rocciosa e molto insidiosa, per questo gli stabilimenti che sono sorti hanno creato delle piattaforme in legno e dei solarium che permettono la frequentazione di queste spiagge. La costa che da Punta Meliso al Ponte del Ciolo è altissima ed il mare profondo; qui è possibile effettuare delle immersioni e visitare delle grotte solo dal mare.

La spiaggia della Marina di Mancaversa, frazione di Taviano, si estende per meno di un chilometro ed è situata tra Torre Suda e la spiaggia di Punto Pizzo, sul versante ionico, a circa 40 km da Santa Maria di Leuca e distante solo 15 km da Gallipoli.
Secondo alcuni il nome “Mancaversa” sarebbe stato attribuito da antichi pescatori Gallipolini che definivano così il tratto di costa situato alla sinistra di Gallipoli, secondo altri la parola “Mancaversa” deriverebbe invece dal termine dialettale “baccaversa”, ossia “barca capovolta”.
Proprio qui l’intero tratto costiero, uno tra i più belli del Salento, si dischiude in un continuo alternarsi di bassa scogliera e piccole calotte di sabbia ricoperte di piante selvatiche.
La spiaggia di rocce è costituita principalmente da scogli bassi e piani, facilmente percorribili fino alla riva, fatta di ciottoli bianchi di varia grandezza.
I suoi fondali incontaminati e ricchi di ricci, molluschi e pesci, sono il luogo ideale in cui fare una buona nuotata in tutta tranquillità, lontani da ogni caos, e in cui effettuare immersioni e pesca subacquea.

possiede inoltre anche un piccolo lido sabbioso, lungo circa 300 metri e chiamato "il Mare dei Cavalli". Questo nome sembrerebbe derivare dalle antiche usanze degli abitanti del posto, che erano soliti portare i cavalli in spiaggia per poterli lavare.
Ancora oggi sono visibili lungo le arenarie ormai solidificate, le numerose scie lasciate dai carretti trainati da cavalli.
Quasi al confine con un'altra bellissima marina, quella di Mancaversa, la spiaggia di rocce di Torre Suda, si affaccia anch'essa sul versante Ionico ed è costituita prevalentemente da scogli piatti e bassi.
Luogo ideale in cui rilassarsi godendosi la tintarella o un bel bagno rigenerante, la spiaggia rocciosa offre una vasta gamma di attività da svolgere, dalla pesca subacquea alle immersioni.
Ma il suo fascino non finisce affatto qui! Oltre all’acqua limpidissima, e ai fondali ricchissimi di flora e fauna marittime tra i più belli della Puglia, la sua caratteristica fondamentale è senza dubbio l’ambiente paesaggistico in cui questa magnifica spiaggia di rocce si trova immersa.
La macchia mediterranea, con i suoi pini e i suoi ginepri, si fa maestosa ed impetuosa.
Estendendosi fino al mare, essa dà vigore ad una natura che appare agli occhi di chi l’ammira, come selvaggia ed incontaminata, quasi primitiva. Uno spettacolo da non perdere!
Inoltre proprio qui, la natura e il mare si intrecciano con la storia e la cultura di un popolo.
La marina di Torre Suda prende infatti il suo nome da un’antica Torre costiera, fatta costruire probabilmente nel XVI secolo e ancora oggi luogo in cui l’amministrazione comunale di Racale allestisce concerti, sagre e manifestazioni varie nel corso dell’estate.
Rivolta verso il mare, la sua forma imponente e circolare, alla quale è addossata un lunga rampa di scale in pietra, ci fa ben intendere non soltanto la sua funzione di torre di avvistamento contro le incursioni dei turchi, ma ci riporta con la memoria indietro di oltre 500 anni, quando i Salentini lottavano con tutte le loro forze per salvaguardare e proteggere la loro meravigliosa costa, principale meta dei pirati saraceni.
Una perfetta sintonia di storia e mare, di cultura e sole… cosa chiedere di più alla tua vacanza nel Salento?!

LECCE STORIA E MONUMENTI

Lecce è la città più ricca di storia e di cultura del Salento, la città sorge su un antico insediamento messapico, ne danno testimonianza i ritrovamenti di tombe e di piccoli tratti della cinta muraria. Si pensa che questo antico insediamento messapico, era di fatto un piccolo villaggio costruito nei pressi dell’ Antica Rudiae, la patria di Quinto Ennio.
Durante il secondo secolo A.C. la città di Lecce veniva chiamata Lupiae, a quel tempo Lecce emergeva sugli altri centri della zona e diventa prima municipio e poi colonia. Durante la dominazione dell’ impero di Adriano vennero costruiti il grande Anfiteatro ed il Teatro, ed inoltre venne costruita una strada che collegava Lecce con il porto di Adriano, conosciuto oggi come Marina di San Cataldo. Con l’ imperatore Marco Aurelio, Lecce acquista benessere economico ed ebbe una forte espansione edilizia. A parte un breve periodo di dominazione Greca, Lecce è rimasta sotto il controllo dei Romani per circa cinque secoli.
La contea di Lecce venne fondata da Roberto il Giuscardo, che la trasformò in un punto di riferimento per la cultura cavalleresca. A Tancredi conte di Lecce e del Regno delle Due Sicilie, va riconosciuta la costruzione della chiesa dei S.S. Niccolò e Cataldo, divenuta oggi una dei monumenti medioevali più importanti dell’ Italia meridionale. Ai Normanni seguì la dominazione degli Svevi, e agli Svevi quella degli Angioini, i Brienne e i Del Balzo Orsini. Durante il XV secolo, Lecce divenne un importante centro commerciale ed in poco tempo si trasformò in un fulcro di ricchezza culturale che caratterizzò il Salento. Grazie a Carlo Quinto nel Salento, si respira aria nuova, era arrivato il periodo del Rinascimento Salentino.
A Lecce vennero edificati il Castello, le Mura di cinta, un arco di Trionfo, costruito per ricordare Carlo V (oggi questo monumento viene chiamato Porta Napoli) e l’ Ospedale dello Spirito Santo.
Durante il periodo spagnolo, Lecce venne considerata un importante centro artistico e culturale, subito dopo Napoli. In questo periodo Lecce si arricchì di stupendi edifici e monumenti in arte Barocca, la città aveva cambiato il suo essere, era diventata un punto di riferimento per l’ arte nel panorama nazionale. In questo periodo, vennero edificate le chiese di S. Teresa, S. Chiara, S. Angelo, il palazzo dei Celestini e la splendida piazza Duomo, il punto in cui si concentrano numerosi monumenti armoniosamente legati da un solo stile, il Barocco. In piazza Duomo infatti possiamo ammirare il Duomo, lo stupendo campanile, il Seminario ed il Palazzo Vescovile.

Nel 1592 in Piazza S. Oronzo venne costruito il Sedile, chiamato anche con il nome di Seggio, ed intorno al 1660 venne portata la colonna di S. Oronzo.
Nel 1821 Lecce mandò un esercito per opporre resistenza agli Austriaci durante i moti carbonari. Dopo l’ unità, Lecce tra il 1895 e il 1915 si sviluppò ulteriormente, e partì in questo periodo una serie di progetti atti a realizzare numerose opere pubbliche, e si iniziò a costruire fuori le mura di cinta della città. Nel 1927 la provincia di Lecce venne staccata da quella di Taranto e Brindisi, da qui parte un percorso indipendente di crescita culturale ed economica non indifferente per la città di Lecce e per il Salento. Lecce durante questo percorso nella storia, ha acquistato oggi importanza e bellezza artistica paragonabile alle più importanti città d’Italia.
Passeggiando per i vicoli dei centri storici del Salento, sarà facile per voi imbattervi in alcune particolari abitazioni. Si tratta dellecase a corte, fenomeno architettonico tipicamente salentino nato nel 1500 e immediatamente sviluppatosi in tutto il territorio dell’antica Terra d’Otranto.
Queste caratteristiche dimore si compongono di un cortile, al quale si accede da un portaledecorato che dà direttamente sulla strada, e da alcune stanze che, a loro volta, si affacciano sul cortile. Difficilmente le camere sono collegate tra loro dall’interno: per passare da una all’altra si deve necessariamente attraversare il cortile.
Oltre alle camere da letto, nelle case a corte potevano esserci la cucina, la stanza del pozzo, la stanza dedicata al telaio, dove le donne si fermavano per realizzare i loro lavori di cucito. Sul retro delle stanze, poi, in alcuni casi si poteva trovare un giardino (non lastricato, a differenza del cortile). Nelle case a corte non era raro imbattersi nelle “pile”, dei grandi recipienti scavati in massi di pietra locale, usati per lavare il bucato.
Le case a corte erano di proprietà dei latifondisti, che le facevano usare ai lavoratori della terra e alle loro famiglie. Solitamente vi abitava un solo nucleo famigliare, anche se spesso i figli sposati si fermavano ad alloggiare insieme con i genitori. Le camere erano arredate in modo abbastanza spartano, considerate anche le condizioni di povertà in cui si viveva in quei tempi. Però erano abbastanza grandi e le famiglie riuscivano a viverci comodamente.
Il fulcro delle case a corte, come si sarà compreso, era il cortile. È qui che la famiglia si riuniva, di sera, dopo la dura giornata di lavoro, per chiacchierare, raccontare i fatti della giornata e le storielle che tanto piacevano ai bambini. Era proprio in questi momenti di socializzazione che si tramandavano le tradizioni da padre in figlio.
Negli ultimi anni si è assistito, in tanti centri del Salento, ad un recupero delle case a corte, spesso riportate a nuova vita tramite accurati restauri e utilizzate come abitazioni private o come strutture ricettive. Molte case a corte si possono ammirare nel territorio della Grecìa Salentina.

I CASTELLI DEL SALENTO

Se oggi il Salento attrae fiumi di turisti (ma anche locali per cui la propria terra è ogni giorno una scoperta nuova), in passato stuzzicava gli interessi di Turchi e Saraceni.
Fin dal Medioevo, perciò, ma già a partire dall'età messapica, ci fu la necessità di presidiarlo con varie strutture fortificate, tra cui i maestosi castelli, potenziate in epoca aragonese dopo il tragico eccidio perpetrato dal popolo turco ai danni di Otranto nel 1480.
Sono costruzioni dall'aspetto fiabesco, certo, ma che recano su di sé i segni di un'epoca tutt'altro che magica, ferita da massacri, saccheggi ed altre forme di violenza. Aprendo questi "scrigni" di storia, perciò, ne troverete preziosi reperti di varia tipologia.
Dove sono situati? Immaginando di riprodurre l'intero territorio salentino su una mappa del tesoro, questa sarebbe fitta di "X" (ad indicazione dei tesori, cioè dei castelli) sia nell'entroterra che sulla costa.
Sul litorale salentino, sono tre i castelli che svettano imponenti. Affacciato sul mar Ionio è il Castello Angioino di Gallipoli: edificato nel 1200, galleggia sul mare all'estremità orientale di quell'isola calcarea su cui sorge il borgo antico e, con i suoi tre torrioni circolari e la torre poligonale, faceva la guardia alla città e al porto. Il sistema difensivo fu migliorato nel 1500, quando venne costruita un'ulteriore fortificazione, il Rivellino, collegato da un ponte levatoio alla fortezza principale.

Sulle acque dell'Adriatico, invece, si riflette la bellezza del Castello di Castro e del Castello di Otranto, legati dallo stesso tragico destino. Il primo, avvolto dall'antica cinta muraria, risale al XII secolo ma, semidistrutto dai Turchi in contemporanea con la presa di Otranto, fu ricostruito dalla nobile famiglia dei Gattinara nel 1500 ed oggi accoglie la mostra archeologica permanente "Castrum Minervae: tra Greci e Messapi".
Eventi e mostre sono spesso allestiti anche all'interno del castello di Otranto, di fattura sveva ma ricostruito dagli Aragonesi di Napoli: spiccano i tre torrioni cilindrici, un alto fossato ed un bastione che è, di nome e di fatto, una "punta di diamante".
Ma infiniti castelli, come ciondoli di una collana, impreziosiscono anche l'entroterra salentino, dando un tocco di luce in più a borghi antichi e zone rurali.
Si parte dal capoluogo di provincia, la barocca Lecce, dov'è sito il Castello di Carlo V, dal nome del re che ne ordinò la realizzazione (su una preesistete base medievale) nel periodo del "terrore" turco, a seguito della presa otrantina del 1480. Oggi, ospita al suo interno il "Museo della cartapesta".
A circa 18 km da Lecce, poi, c'è il Castello di Copertino, dichiarato monumento nazionale nel 1886. Si accede grazie ad un ponte in pietra a questo contenitore di storia sospeso fra l'età normanna (1200 circa, a cui risale la torre quadrangolare) e l'epoca della sua ristrutturazione, il 1500, di cui è prova la struttura a stella.

Degno di nota è anche il Castello De Monti di Corigliano d'Otranto, nel cuore del Salento. Fu una famiglia di feudatari a ristrutturare, nel XVI secolo, l'antico impianto medievale che, oggi, presenta dei segni particolari: pianta quadrangolare, torri circolari, un alto e profondo fossato, la facciata barocca.
Ma se siete appassionati di castelli e volete rimanere imbrigliati nella loro rete, ne troverete in ognuno dei seguenti paesi e in tanti altri: Acaya,Felline, Melendugno, Specchia, Ugento, Cavallino, Poggiardo.

I CASEDDHI

Passeggiando per le stradine di campagna delSalento, oppure percorrendo le strade principali che costeggiano gli uliveti, non sarà raro intravedere alcune strutture circolari o quadrate in pietra: si tratta dei “caseddhi”, detti anche “pajare”. Queste costruzioni in passato erano usate dai contadini per ripararsi dal caldo o dal cattivo tempo. Molto simili ai trulli che si trovano nel barese e, in particolare, nella zona di Alberobello, i “caseddhi” sono costruiti a forma troncopiramidale o troncoconica, tramite la sovrapposizione di pietre incastrate tra di loro. Man mano che si sale la struttura si restringe, fino a chiudersi con un masso più grande, che funge anche da chiave di volta e sul quale, molto spesso, veniva inciso l’anno di costruzione.
Alcuni “caseddhi” risalgono addirittura all’anno 1000 e testimoniano la grande tradizione contadina del Salento. Infatti queste costruzioni erano usate dai lavoratori della terra quando erano impegnati in lavori particolari e lunghi, come, per esempio, la raccolta delle olive. Al loro interno venivano depositati gli attrezzi, ma non era raro che venissero utilizzati come giacigli temporanei.
All’interno dei “caseddhi” gli abili costruttori di un tempo ricavavano delle piccole nicchie, che venivano usate per accendere il fuoco, mentre grazie ad una scala ricavata nel muro esterno era possibile raggiungere la sommità della costruzione. I gradini, inoltre, erano usati per far essiccare al sole fichi, pomodori ed altri prodotti della terra.
In molte zone del Salento, specie in quelle dove i “caseddhi” si sono conservati bene e non sono andati distrutti a causa del tempo e dell’incuria, si assiste, negli ultimi anni, ad un recupero di queste strutture. Molti imprenditori, infatti, hanno pensato bene di farle diventare parti integranti di strutture ricettive. Ne sono esempi il trullo “Melograno”, situato a Torre Pali, marina di Salve, oppure l’Hotel Messapia di Santa Maria di Leuca, al cui interno ci sono alcuni “caseddhi” completamente ristrutturati.

PIZZICA & TARANTA

Uno degli appuntamenti clou dell’estate nelSalento è senza dubbio la “Notte della danza delle spade”, che si tiene a Torrepaduli, frazione di Ruffano, durante la festa di San Rocco. Qui, quando cala il tramonto del 15 agosto, migliaia di persone raggiungono a piedi la chiesa dedicata al santo e trascorrono l’intera notte sul sagrato danzando al ritmo del tamburello e ammirando gli esperti danzatori che mettono in scena la “danza delle spade”.
Mimando con le mani le spade e le lame dei coltelli, e con ampi movimenti delle braccia, gli uomini si affrontano in un duello immaginario al ritmo del tamburello e delle armoniche a bocca, suonati dalla “ronda”, ovvero dalle altre persone che si pongono in cerchio attorno ai due “duellanti”.
Lo scopo di questo ballo è quello di cercare di sfiorare l’avversario attraverso un rituale che segue le fasi fisse del combattimento, ossia la provocazione, l’attacco, la difesa, i finti attacchi e i colpi proibiti. Ci sono poi altre regole da seguire: non voltare mai le spalle all’avversario, essere sempre attenti e mantenere le giuste distanze. Chi perde è sostituito da un altro uomo.
Lo spettacolo, antico e carico di tradizione, va avanti fino all’alba del 16 agosto, e si inserisce nella lunga serie di festeggiamenti che la piccola frazione organizza per onorare san Rocco e ne lungo elenco di eventi dell’estate salentina.
Accanto alle ronde della danza delle spade ci sono anche coloro che suonano e ballano la pizzica armati di tamburelli, fisarmoniche e armoniche a bocca. Questo ballo tradizionale, ormai conosciuto in tutto il mondo anche grazie ad eventi come la Notte della Taranta, ha origini che si perdono nella notte dei tempi. Quando le contadine venivano morse dalla tarantole durante il loro lavoro in campagna, e divenivano, quindi, tarantate, sfogavano le loro crisi isteriche e convulsive ballando al suono dei tamburelli. Questa musica, dunque, era considerata una sorta di terapia curativa.
Un’altra versione della pizzica, invece, e’ quella della pizzica de core, ballo sensuale in cui la donna e l’uomo si corteggiano al ritmo dei tamburelli.

La Notte della Taranta è un festival di musica popolare salentina, la pizzica, che si svolge in vari comuni della provincia di Lecce e della Grecìa Salentina, soprattutto a Melpignano e ha il suo clou nel mese di agosto.
Il tour per i paesi del Salento si conclude con il grande concerto finale di Melpignano, che dura fino a tarda notte alla presenza di decine di migliaia di spettatori. Il contributo musicale principale è assicurato dall'Orchestra popolare Notte della taranta.
l festival è un progetto nato su iniziativa dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina e dell’Istituto Diego Carpitella nel 1998, quando si decise di realizzare, all’interno dell’area ellenofona, un grande concerto in cui la locale musica folklorica si ibridasse con altre tradizioni musicali, rivitalizzandosi e stabilendo, in questo modo, anche una modalità diversa di composizione musicale contemporanea. La Provincia di Lecce è socia fondatrice dell’Istituto Diego Carpitella, che organizza l’evento insieme ai Comuni della Grecìa Salentina. L’iniziativa si è sempre più sviluppata nel corso di questi otto anni fino a raggiungere una dimensione tale da assumere un ruolo di rilievo in ambito nazionale e non solo.
L’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina cura la gestione amministrativa, mentre la struttura organizzativa del gestore è composta da un gruppo di esperti.
Il Comitato promotore concorda la nomina del direttore artistico, del direttore organizzativo, del gruppo operativo di allestimento del Festival, la redazione del programma nonché la relativa dotazione finanziaria. Tra i propositi esplicitati nel protocollo d’intesa del 2005, si ribadisce la promozione, in chiave turistica, del territorio salentino attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale.
Per gli ottimi risultati raggiunti negli ultimi anni si è ipotizzata la costituzione di una Fondazione Notte della Taranta per non disperdere l'Orchestra popolare salentina, oramai in grado di calcare palcoscenici sempre più prestigiosi (degni di nota sono i concerti tenuti a Pechino, Roma, Bologna, Venezia, Amman e Duisburg). Da ricordare, in particolare, la partecipazione dell'orchestra al concertone del Primo maggio nel 2004. A partire dall’edizione dello stesso anno è stato organizzato a margine della manifestazione un laboratorio sulla parola, articolato in due parti: una dedicata alla conoscenza della poesia salentina della generazione che ci ha preceduti, l'altra in cui si è lavorato, invece, sulla creazione di componimenti poetici da parte degli stessi partecipanti al laboratorio.
Il nucleo centrale dall’edizione del 2005 è stato, altresì, rappresentato da una serie di concerti in rete in tutti i comuni della Grecìa Salentina e in quelli associati all’Istituto Diego Carpitella; un workshop di preparazione del concerto finale tenuto da un maestro concertatore, che riarrangia brani della tradizione musicale salentina; il concerto finale a Melpignano, dove presentare il lavoro ed il riarrangiamento preparato nel workshop.
Maestri concertatori
1998 - Daniele Sepe
1999 - Piero Milesi
2000 - Joe Zawinul
2001 - Piero Milesi
2002 - Vittorio Cosma
2003 - Stewart Copeland
2004 - Ambrogio Sparagna
2005 - Ambrogio Sparagna
2006 - Ambrogio Sparagna
2007 - Mauro Pagani
2008 - Mauro Pagani
2009 - Mauro Pagani
2010 - Ludovico Einaudi
2011 - Ludovico Einaudi
2012 - Goran Bregović
2013 - Giovanni Sollima

Sono molti gli artisti e i cantautori di fama che nel corso degli anni si sono esibiti come ospiti dell'orchestra o in apertura del concerto. Tra questi si ricordano:
(Uccio Aloisi -Cantori di Carpino e Antonio Piccininno- Pino Zimba -Canzoniere Grecanico Salentino
Andrea Parodi- Noa- Teresa De Sio -Raiz- Franco Battiato- Gianna Nannini- Giovanni Lindo Ferretti
Francesco De Gregori- Giovanna Marini- Piero Pelù -Sud Sound System -Buena Vista Social Club
Lucio Dalla - Carmen Consoli - Orchestra di piazza vittorio - Massimo Ranieri -Morgan- Giuliano Sangiorgi- Vinicio Capossela- Richard Galliano- Caparezza- Après La Classe- Radiodervish- Z-Star
Angélique Kidjo- Simone Cristicchi -Eugenio Finardi- Mira Awad- Alessandra Amoroso)

Prodotti Tipici del Salento

La cucina salentina tipica del Salento, parte meridionale della Puglia, si caratterizza per essere umile e povera, per l’uso di ingredienti quali la farina poco raffinata o di orzo, meno costosa di quella di grano, le verdure coltivate e selvatiche ed altri prodotti della terra, come le lumache.
Di largo uso nella cucina, il pesce azzurro, un tempo l’unico che la popolazione potesse permettersi, scarseggiano, invece, i piatti a base di carne, troppo costosa per i contadini.
Le polpette, il piatto della Domenica, erano fatte con carne e pane, la carne di cavallo era diffusa per via dell’elevato impiego dell’animale nei campi.
Una cucina ricca di sapore e nutriente, risultante delle tante dominazioni che si sono avvicendate in queste terre lasciando tracce indelebili nell’arte culinaria.
Molti piatti hanno origini antichissime come i fichi secchi altamente energetici oppure la puccia e la uliata, pane condito con olive nere e volendo anche con cipolle, pomodori e un pizzico di peperoncino.

Gli usi della cucina salentina rientrano nel più ampio scenario della dieta mediterranea caratterizzata dall’elevato consumo di pane, frutta, verdura, erbe aromatiche, cereali, olio di oliva, pesce e vino (in quantità moderate).
Tale dieta si basa su un assunto: i popoli che vivono nelle zone del Mediterraneo pur consumando un’elevata quantità di grassi hanno minori tassi di malattie cardiovascolari rispetto alla popolazione statunitense.
L’olio di oliva sembrerebbe avere un apporto benefico: abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.
Alla dieta mediterranea, nella sua complessità, la cucina tipica salentina accosta i profumi e sapori del mare e della terra.
Facciamo insieme un viaggio tra questi sapori, consapevoli che il gusto, gli ingredienti, i profumi non ci lasceranno molta scelta, immersi e pervasi dalla curiosità, dovremo assaggiare tutto.

MUSTAZZOLI (Mustaccioli)

I mustazzoli sono un antichissimo biscotto che vede le sue origini molto lontane e precisamente dalla dominazione araba. Il Salento è stato nei secoli crocevia di numerose popolazione e ognuna di esse ha lasciato il segno nelle nostre tradizioni. Anche questi biscotti come nella consuetudine araba sono privi di lievito e quindi non si fanno lievitare, si preparano soprattutto per le festività. L’ingrediente base sono le mandorle che insieme agli agrumi, alle spezie e al cioccolato donano a questo biscotto un sapore molto particolare e intenso.